I macrolepidotteri notturni dell’area faunistica dei rapaci di Acquaformosa

Oct 2024 – Antonio Massariolo

Acquaformosa è un comune italiano di meno di mille abitanti. Situato in provincia di Cosenza, è un borgo situato a 756 metri sul livello del mare. Poco fuori il paese, lungo la strada che si inerpica alle spalle del Municipio, nel 2012 è nato un centro di recupero di rapaci. Inserita nel Parco Nazionale del Pollino a 950 metri sul livello del mare, l’area è gestita dal Comitato italiano per la protezione degli uccelli rapaci (Cipr), è visitabile su prenotazione ed al suo interno ha rapaci non più idonei al rilascio in natura. 

Il Parco Nazionale del Pollino

Il bosco è misto, composto da latifoglie con Castagno e Ontano nero e vi è anche un fitto sottobosco con prevalenza di rovo, salvia, fragola di bosco, sambuco e rose ornamentali. I volatili poi, non sono l’unica specie presente all’interno dell’area faunistica. 

Nel 2019 un gruppo di ricerca capitanato da Giada Zucco del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria del Centro di Ricerca Foreste e Legno di Rende (CS), ha mappato i macrolepidotteri notturni raccolti nei pressi dell’Area Faunistica dei rapaci di Acquaformosa. Come scrivono i ricercatori, “da un punto di vista lepidotterologico, la Calabria è un territorio la cui biodiversità è in continuo incremento come conseguenza delle ricerche effettuate”. Ricerche che, in questo caso, hanno portato a campionare, da giugno a dicembre 2019 con cadenza variabile da una o due settimane nei mesi estivi a mensile nei mesi invernali, i macrolepidotteri notturni presenti nell’area. È stato possibile farlo grazie ad una trappola a led ultravioletti attiva la notte. Gli esemplari catturati poi, sono stati identificati nel laboratorio di Gestione faunistica e biodiversità forestale del Centro di Ricerca Foreste e Legno di Rende. 

I risultati

I risultati hanno portato ad identificare un totale di 151 specie diverse, appartenenti a 9 famiglie. Come hanno dichiarato gli autori nelle conclusioni dello studio “questa indagine faunistica potrebbe rappresentare il punto di inizio per futuri rilievi nell’Area Rapaci di Acquaformosa; un monitoraggio costante, infatti, permetterebbe di osservare nel tempo le dinamiche delle popolazioni dei macrolepidotteri notturni in associazione ai cambiamenti climatici o alle variazioni della qualità degli habitat presenti”.

La famiglia più presente è quella delle noctuidae, con 65 diverse specie. Al secondo posto troviamo le geometridae con 53 diverse specie rinvenute.

L’indagine non è conclusa, o almeno si spera possa continuare. Come hanno dichiarato i ricercatori stessi “l’area presa in esame è un ambiente potenzial-

mente ricco di biodiversità e la sua localizzazione in una  zona  di  elevato  interesse naturalistico come il Parco del Pollino lascia supporre che nuove indagini, prolungate anche nei restanti mesi dell’anno, potrebbero portare al rilevamento di ulteriori specie di macrolepidotteri”.

Copyright foto:

Geometridae https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Biston.betularia.7200.jpg#/media/File:Biston.betularia.7200.jpg

Noctuidae https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Noctua_orbona.01.jpg#/media/File:Noctua_orbona.01.jpg

Erebidae https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Thysania_agrippina_0001b_L.D.jpg#/media/File:Thysania_agrippina_0001b_L.D.jpg

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